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Occupazione abusiva di posto auto

Occupazione abusiva di posto auto

Un problema che può scatenare le più accese controversie nelle realtà condominiali è l’occupazione abusiva di posto auto. Situazione che può verificarsi all’interno del cortile, nelle aree a disposizione di tutti i condomini, o addirittura in prossimità dei box e degli spazi di proprietà (i cosiddetti “box aperti”). Nell’articolo di oggi cerchiamo di capire cosa dice la legge in merito e quali sono responsabilità e sanzioni previste.

Posti auto condominiali

In alcuni condominii sono presenti delle aree parcheggio interne alla proprietà, a disposizione di tutti i condomini. Si tratta, in genere, di posti auto definiti da strisce orizzontali, talvolta numerati, che possono essere assegnati, a turno, a singoli condomini. In questo caso è l’assemblea condominiale a stabilirlo, attraverso apposita delibera da approvare a maggioranza e inserire nel regolamento condominiale. Possono essere definiti, ad esempio, turni settimanali o giorni di utilizzo esclusivo nell’ambito della stessa settimana (per esempio: lunedì, mercoledì, venerdì a un condomino; martedì, giovedì, sabato a un altro). Oppure ancora fasce orarie giornaliere o spazi dedicati a soste temporanee (non più di 15/30 minuti), sulla falsariga delle zone a disco orario, per agevolare le attività di carico/scarico.

Cosa succede però quando uno di questi posti auto viene occupato da chi non ne è assegnatario? A far fede è il regolamento condominiale, dove possono essere previste sanzioni pecuniarie sino a 200 euro. L’assemblea può riconoscere all’amministratore il potere di elevare le sanzioni, ma per legge non può comunque agire in maniera coercitiva. Tradotto: anche se l’amministratore è autorizzato a sollevare una sanzione, non può imporne il pagamento. Solo il giudice può condannare il condomino che si rifiuta di pagare.

Il condominio, inoltre, non può ottenere la rimozione forzata nel caso di occupazione abusiva di posto auto all’interno della proprietà. Trattandosi di proprietà privata, infatti, non possono essere chiamate in causa le forze dell’ordine, salvo rare eccezioni, quali il caso di posto auto occupato continuativamente da giorni, per cui possono essere richiesti rilievi d’accertamento.

Posti auto di proprietà: l’occupazione abusiva diventa reato

Ben diverso è, invece, il caso di occupazione abusiva di posto auto di proprietà. Qui si configurano gli estremi del reato perseguibile penalmente. Nella fattispecie, si fa riferimento all’Articolo 610 del Codice Penale, che parla di violenza privata. Il reato viene riconosciuto anche se l’occupazione abusiva è di pochi minuti e indipendentemente dal fatto che si tratti di azione dolosa (compiuta cioè con l’intenzione di arrecare danno alla vittima) o dovuta a semplice distrazione. È il fatto di obbligare qualcuno a subire e tollerare un abuso a segnare lo sconfinamento dall’ambito civile a quello penale.

E, come in tutti questi casi, se il giudice ne riconosce gli estremi, la sanzione può prevedere anche la reclusione. Impedire a un condomino di poter usufruire del posto auto di proprietà o interdirne l’accesso è sempre reato, a meno che vengano dimostrate circostanze di particolare gravità, come un’urgenza legata al pericolo di vita di una persona.

Come abbiamo visto, dunque, le sanzioni previste a livello di legge nel caso di occupazione abusiva di posto auto possono variare, e di molto, a seconda dei casi. È comunque il fatto che si tratti o meno di proprietà privata a fare la differenza. Sia in ambito condominiale, come abbiamo visto, sia al di fuori. Anche lasciare l’auto in sosta davanti a un passo carrabile, impedendo l’accesso a un cancello o un garage, o l’occupazione abusiva di un posto auto riservato specificatamente a una persona costituiscono reato.

Vale la pena citare, in questo senso, la Sentenza n.17794/17 della Corte di Cassazione, che ha condannato chi aveva abusivamente occupato il posto auto nominalmente assegnato a un invalido. Non è lo stato di salute della vittima ad aver configurato gli estremi del reato, quanto l’aver occupato abusivamente uno spazio riservato a una specifica persona, e quindi assimilabile a una proprietà. Diversamente, l’occupazione abusiva dei parcheggi a disposizione delle persone con invalidità, contrassegnati, in genere, da strisce gialle, è materia da Codice della Strada. Le responsabilità del caso restano quindi circoscritte all’ambito civile.

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