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Incentivi per la rimozione di amianto

Incentivi per la rimozione di amianto

Gli incentivi per la rimozione di amianto, rinnovati per tutto il 2019, sono un’opportunità importante per la bonifica di abitazioni e condomini. Nonostante ne sia stato bandito l’uso con la Legge n.257 del 27 marzo 1992, l’amianto è, infatti, ancora molto diffuso in tanti edifici pubblici e privati.

La complessità dei lavori per rimuoverlo, che possono riguardare le infrastrutture più importanti di uno stabile, come le mura esterne o il tetto, e il relativo costo rappresentano ancora il principale ostacolo a questo tipo di interventi.

Ecco perché, agli incentivi fiscali rinnovati dalla Legge di Stabilità, si affiancano spesso i contributi stanziati da Regioni e Comuni.   

Cos’è l’amianto

Descriviamo innanzitutto cos’è l’amianto. Si tratta di un minerale, noto anche come asbesto, dalla struttura fibrosa. Si estrae da rocce naturalmente presenti nel suolo terrestre e si ottiene attraverso un processo di macinazione e arricchimento della roccia stessa.

Nell’etimologia del nome amianto è già spiegato perché si tratta di un materiale così tanto usato sin dai tempi antichi. Il termine greco da cui deriva corrisponde, infatti, a “incorruttibile”. Allo stesso modo, asbesto significa “che non brucia”. Un materiale resistente all’esposizione agli agenti atmosferici, capace di agire da isolante e, soprattutto, non infiammabile: tutto questo, unito al basso costo, ne ha favorito la diffusione.

Differenze tra amianto e Eternit

Spesso si confonde l’amianto con l’Eternit. In realtà Eternit è il nome commerciale dell’azienda principale produttrice della miscela di cemento-amianto largamente utilizzata in edilizia. Le sue caratteristiche di resistenza alla corrosione e alle alte temperature e le proprietà di isolamento, anche acustico, lo hanno sdoganato per anni come materiale ideale per la realizzazione dei fabbricati. Fino a quando non sono divenute tristemente note le sue conseguenze sulla salute umana.

Gli effetti cancerogeni del cemento-amianto

Che lo si chiami Eternit o cemento-amianto, si tratta in ogni caso di un materiale dai comprovati effetti cancerogeni. Come dichiarato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e ribadito dall’AIRC, tutti i tipi di amianto possono contribuire all’insorgere del tumore polmonare o del mesotelioma pleurico.

Le fibre di amianto sono, infatti, in grado di penetrare in profondità nel polmone. E, proprio per la loro resistenza alla degradazione, non riescono a essere eliminate. Accumulandosi, finiscono col causare uno stato di infiammazione latente, che negli anni può portare allo sviluppo del tumore. I tempi di incubazione sono talmente lunghi che la malattia può manifestarsi anche a distanza di 25-50 anni dalla prima esposizione.

Lo documenta, purtroppo, quanto accaduto a Casale Monferrato (provincia di Alessandria), dove aveva sede uno stabilimento Eternit di circa 94000 metri quadri d’estensione. E dove tante sono state le vittime del mesotelioma pleurico, al punto da aver portato a una lunga causa legale contro i dirigenti responsabili di Eternit.

Anni di battaglia dentro e fuori le aule di tribunale, che hanno portato, tra le altre cose, alla costituzione di un’associazione dei familiari delle vittime da amianto (Afeva) e della realizzazione di un documentario-inchiesta su questo tema.

La presenza di amianto nei condomini

Nonostante sia stato messo al bando da una Legge del 1992, il cemento-amianto ha continuato a trovare impiego in ambito edilizio. Almeno fino al 2004, quando era ancora consentito utilizzare l’amianto acquistato prima del 1992.

Questo, insieme al fatto che la maggior parte degli immobili nelle città italiane è di vecchia data (l’85% del patrimonio edilizio italiano risale a prima del 1991, col solo 8% costruito dopo il 2006), spiega perché il cemento-amianto è ancora così presente.

Bonus e incentivi per la rimozione di amianto

La politica di bonus e incentivi va proprio nella direzione di bonificare gli edifici in cui l’amianto è ancora presente. Soprattutto in ambito privato, dove l’impatto degli interventi richiesti e le spese da sostenere rappresentano un ostacolo spesso insormontabile.

Bonus fiscali 2019

La legge di stabilità ha confermato anche per tutto il 2019 l’erogazione di bonus fiscali per ristrutturazioni edilizie e per interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni. Bonus erogati in forma di detrazioni Irpef, che si possono recuperare attraverso le dichiarazioni dei redditi dei dieci anni successivi alla conclusione dei lavori, e che possono arrivare sino al 65% della spesa sostenuta.

E’ il caso di interventi in cui la rimozione di parti in amianto preveda, ad esempio, la realizzazione di un cappotto termico o l’installazione di pannelli fotovoltaici. Si tratta, infatti, di opere che contribuiscono a migliorare la classe energetica dell’immobile e che rientrano quindi negli Ecobonus.

Per ottenere le agevolazioni fiscali previste, è necessario allegare, oltre alla documentazione dei pagamenti effettuati (con cosiddetti “bonifici parlanti”, che attestino cioè i dati completi anche del destinatario), anche la certificazione della classe energetica. Quest’ultima va poi trasmessa ad Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) entro 90 giorni dal termine dei lavori.

Nel caso, invece, non siano previsti interventi di miglioramento della classe energetica, si può comunque beneficiare degli incentivi per ristrutturazione. Questi consentono di detrarre il 50% della spesa sostenuta, con limite massimo di 96000 euro. Tra le spese detraibili rientrano anche quelle legate alla progettazione degli interventi e allo smaltimento dell’amianto rimosso.

Incentivi locali

Oltre ai bonus fiscali previsti dal governo centrale, ci sono spesso incentivi erogati da enti locali, quali Regioni o Comuni. E’ il caso, ad esempio, di Regione Lombardia, che dall’8 luglio al 9 settembre 2019 ha promosso un bando riservato a privati (singoli cittadini o condomini).

Tra i requisiti richiesti per l’accesso al bando, la denuncia all’ATS di competenza della presenza di cemento-amianto nell’immobile. Richiesta, inoltre, l’iscrizione all’albo dei professionisti abilitati sia per la ditta assegnataria dei lavori, sia per quella incaricata di smaltire l’amianto. Lo stanziamento previsto da Regione Lombardia, per un totale di un milione di euro, permetteva di coprire il 50% delle spese sostenute, sino a un massimo di 15000 euro.

Chi può beneficiare degli incentivi

Gli incentivi per la rimozione di amianto riguardano tutti gli immobili residenziali. Sia che si tratti di singole unità abitative, sia di interi condomini. Nel caso dei condomini, si fa riferimento a interventi di bonifica sulle parti comuni, come ad esempio il tetto, le mura esterne o la canna fumaria.

Ogni condomino può beneficiare delle detrazioni fiscali in proporzione alla spesa sostenuta. Trattandosi di parti comuni, la quota sarà quindi determinata in base al criterio dei millesimi di proprietà.

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