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Fotovoltaico privato sul tetto, serve il sì dell’assemblea se occupa parti comuni

Fotovoltaico privato sul tetto, serve il sì dell’assemblea se occupa parti comuni

Installare un impianto fotovoltaico sul tetto si può fare anche per chi vive all’interno di un condominio, e dunque anche per coloro che non vantano l’uso esclusivo del lastrico solare.

A prevederlo è la riforma del condominio, per la quale sono state dettate regole molto flessibili, consentendo in tal modo ai condomini di installare questi congegni nelle parti comuni d’edificio. Questo a patto che non si cambi l’aspetto dell’edificio.

Più nello specifico, la riforma ha escluso che possa esserci una autorizzazione per il montaggio dei pannelli ad uso personale. Il diretto interessato ha infatti il solo obbligo di effettuare una comunicazione all’amministratore di condominio qualora l’installazione si possa effettuare senza ledere o stravolgere le parti comuni.

Quando invece viceversa l’impianto richiede che vengano effettuate delle modifiche la situazione cambia. In primis dev’essere avvisato l’amministratore, al quale tra le altre cose va mostrata anche una informativa tecnica, contenente le modalità di esecuzione degli interventi, e in cosa essi consistono.

Per tale ragione l’amministratore, per una questione di correttezza nei riguardi degli altri condomini, convocherà un’assemblea, all’interno della quale ognuno potrà esprimere il proprio parere.

Secondo il contenuto attuale della giurisprudenza e in base alla tendenza dottrinale, l’Assemblea non può comunque vietare il lavoro se il condomino dimostra che l’installazione non vada a pregiudicare parti comuni dell’edificio, unità immobiliari private o il decoro dell’edificio stesso.

La comunicazione al condominio

Come abbiamo poc’anzi anticipato, se si tratta di un lavoro peculiare che richiede degli interventi all’estetica del palazzo o alla sua consistenza attuale, il condomino interessato deve inviare una comunicazione all’amministratore.

Si tratta di un documento importante in cui bisogna indicare sia il contenuto che le modalità di esecuzione degli interventi relativi all’installazione dell’impianto: l’interessato può, a tal fine, mettere in allegato alla richiesta una bozza progettuale che possa dimostrare l’ubicazione della posa dell’impianto, anche una maniera schematica.

Sarà compito poi dell’amministratore convocare gli altri condomini in un’assemblea.

Durante la riunione, i partecipanti, anche sollecitati dall’amministratore, possono opporsi al lavoro ma indicare al loro vicino di casa delle modalità alternative di esecuzione del lavoro.

Questo al semplice scopo di cautelare e salvaguardare la stabilità, la sicurezza, e il decoro architettonico dello stabile. Per la prescrizione è importante che ci sia la maggioranza degli intervenuti e di almeno i due terzi del valore dell’edificio.

L’assemblea, se raggiunge le stesse maggioranze, può anche decidere per la ripartizione dell’uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, in maniera tale che lo stesso possa rimanere uno spazio per l’installazione del fotovoltaico per ciascun condomino e per salvaguardare la possibilità di utilizzare le parti comuni per altri scopi.

I partecipanti hanno altresì la facoltà di richiesta al condomino interessato di una garanzia qualora fossero provocati dei danni eventuali.

Cosa accade quando l’assemblea si oppone all’installazione?

A seconda di quelli che sono i requisiti prescritti dalla riforma del condominio, l’assemblea non può soltanto dire no all’installazione del fotovoltaico. Infatti essa ha la facoltà di:

  • imporre strumenti alternativi di esecuzione dei lavori;
  • prescrivere adeguate cautele;
  • subordinare l’esecuzione dei lavori alla prestazione di una garanzia;
  • ripartire l’uso del bene comune salvaguardando le diverse forme di utilizzo.

Oltre le regole su indicate, c’è sempre per il condomino che intende fare un lavoro il rispetto dei limiti già previsti a monte dal codice civile. Ha l’obbligo infatti di non deformare la destinazione del bene comune e non può impedire ad altri l’utilizzo dello stesso.

Per tale ragione, se l’Assemblea si oppone all’installazione dei pannelli solari, qualora non siano previste modifiche del solaio lastrico e qualora non venga pregiudicato alcun tipo di diritto di altri condomini, la decisione assembleare può essere impugnata.

In tal caso si parlerebbe di delibera invalida, dal momento che viene adottata abusando del proprio potere decisionale e l’Assemblea tende pertanto così a violare il diritto soggettivo di un condomino all’utilizzo delle parti comuni.

Il diritto ad accedere alla proprietà per l’installazione

La legge non dimentica di dare la piena facoltà al condomino che intende installare un impianto fotovoltaico di avere accesso alle unità immobiliari di proprietà individuale, se questo serve per portare ad esecuzione la progettazione e l’opera stabilità.

Il passaggio nella proprietà altrui è tuttavia severamente vietato quando esistano dei modi alternativi di effettuare gli interventi anche se con costi maggiori, ma senza violare la proprietà altrui.

Se invece non ci sono alternative e il proprietario si rifiuta di dare accesso all’altro, il diretto interessato che deve installare l’impianto può adire all’autorità giudiziaria, affinché questa adotti anche un provvedimento d’urgenza.

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