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Contributo ARERA per rinnovo impianti elettrici condominiali

Contributo ARERA per rinnovo impianti elettrici condominiali

Il contributo messo a disposizione da ARERA (Autorità per l’Energia e l’Ambiente) con Delibera del 12 novembre 2019 rappresenta un’importante spinta al rinnovo degli impianti elettrici condominiali.

Le cosiddette “colonne montanti verticali”, ovvero il fascio di cavi che percorre parti di condominio, collegando i contatori dei singoli utenti alla rete di distribuzione dell’energia, sono in molti casi datate e necessitano di ammodernamenti. Sia per supportare potenze maggiori, come l’uso sempre più massiccio di elettrodomestici richiede, sia per un discorso di sicurezza.

Abbiamo già parlato, in passato, dell’importanza di avere un impianto elettrico a norma, specie alla luce dei dati statistici, che (in riferimento al 2017) quantificano in circa 6000 all’anno il numero di incidenti di natura elettrica nelle abitazioni italiane. Andiamo dunque a vedere come funziona il contributo ARERA per il rinnovo degli impianti elettrici condominiali.

Ammodernare gli impianti elettrici condominiali

Fornire un incentivo al rinnovamento delle colonne montanti vetuste: questo lo scopo dell’iniziativa messa in campo da ARERA per il rinnovo degli impianti elettrici condominiali. Il patrimonio edilizio italiano, del resto, è costituito per il 65% da stabili risalenti a prima del 1976, con addirittura un 15% antecedente il 1918.

Viene dunque facile capire quanto sia importante promuovere una campagna di rinnovamento a tutto campo: dall’involucro esterno, come visto a proposito dei bonus facciate 2020, all’efficientamento energetico, con particolare riferimento agli impianti di riscaldamento, che in molte realtà condominiali sono ancora basati su vecchie caldaie a gasolio.

La delibera ARERA del 12 novembre 2019 stanzia risorse economiche destinate ai condomini con impianti elettrici risalenti a prima del 1970 e a quelli fino al 1985, se ritenuti critici.

Contributo ARERA: a quanto ammonta?

I contributi ARERA per il rinnovo degli impianti elettrici condominiali partono da una base che può variare dai 400 ai 600 euro per piano e dai 700 ai 900 euro per singola utenza, a seconda del tipo di finiture presenti e quindi del genere di intervento richiesto. Contributo che aumenta, in caso di centralizzazione di tutti i contatori in un unico locale, a 700-900 euro per piano e a 1200-1500 euro per singola utenza.

In questo caso viene considerata, infatti, sia la spesa per realizzare il collegamento tra la rete di distribuzione e il pannello dove vengono centralizzati i contatori, sia quella per portare i cavi dai contatori alle singole abitazioni.

Se questi rimborsi si riferiscono anche e soprattutto alle opere edili che questo tipo di interventi inevitabilmente comportano, è previsto un contributo prettamente legato ai cavi di distribuzione. L’ammontare è di 100 euro al metro, con limite massimo di 1500 euro, per il collegamento tra colonna montante e confine di proprietà.

Ricapitolando, ecco i contributi previsti nelle due casistiche principali:

  • 400-600 euro per piano e 700-900 euro per ogni utenza, più 100 euro al metro (con limite max 1500 euro) per i cavi da posare, nel caso di rinnovo dei collegamenti dalla colonna montante ai singoli contatori posti all’interno delle abitazioni;
  • 700-900 euro per piano e 1200-1500 euro per ogni utenza, più 100 euro al metro (con limite max 1500 euro) per i cavi da posare, nel caso di realizzazione di un pannello o locale di centralizzazione dei contatori.

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Come richiedere e ottenere il contributo ARERA

Per beneficiare dei contributi ARERA per il rinnovo degli impianti elettrici condominiali, occorre innanzitutto che il condominio e il distributore di energia sottoscrivano un preventivo accordo su opere da realizzare e relativi costi.

La stessa ARERA ha fissato al 30 giugno 2020 il termine perché i vari operatori di energia elettrica presenti sul mercato predispongano un contratto-tipo da sottoporre ai condomini interessati al rinnovo dell’impianto elettrico. Un modo per regolare e rendere più agevoli i rapporti tra condominio e distributore di energia. Al condominio spetta poi l’obbligo di allegare alla richiesta tutta la documentazione riguardante le spese sostenute.

Fondamentale, in questo senso, il ruolo dell’amministratore. Nel caso di accettazione della domanda, infine, il rimborso potrà essere erogato direttamente dal distributore, mentre ARERA si riserva l’eventualità di effettuare controlli per verificare che i lavori siano stati effettivamente eseguiti come da documentazione.

Validità fino al 31 dicembre 2022

L’iniziativa di ARERA è a carattere sperimentale, come specificato nella delibera stessa. I contributi per il rinnovo degli impianti elettrici condominiali sono, infatti, previsti sino al 31 dicembre 2022.

Un arco di tempo triennale (2020-2022), che permetterà non solo di valutare l’impatto della campagna d’incentivi promossa, ma anche di effettuare un censimento sugli impianti elettrici condominiali a livello nazionale.

Contestualmente al piano di contributi economici descritto, ARERA ha infatti chiamato i vari operatori dell’energia a fornire dati per avere una fotografia della situazione. Saranno una base utile a stabilire se e come intervenire in futuro. 

L’efficienza energetica come scopo

I contributi ARERA per il rinnovo degli impianti elettrici condominiali sono dunque un’iniziativa che punta al doppio obiettivo di migliorare la sicurezza degli edifici e, al contempo, aprire le porte verso ammodernamenti che vadano nella direzione dell’efficientamento energetico.

La predisposizione di un nuovo impianto elettrico, infatti, può consentire alle singole utenze di attivare potenze contrattuali fino a 6kW. Un aspetto fondamentale per supportare impianti di riscaldamento moderni, come quelli a pompa di calore, e nuove tecnologie, quali i piani cottura con piastre a induzione.

Una spinta verso l’innovazione che, come visto ad esempio parlando di case intelligenti grazie alla domotica, può migliorare la qualità della vita sia all’interno degli appartamenti, sia – attraverso la riduzione di emissioni nocive nell’ambiente – dell’aria che respiriamo nelle nostre città.

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