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Contributo affitti Milano per emergenza Coronavirus

Contributo affitti Milano per emergenza Coronavirus

Nell’articolo di oggi prendiamo spunto dall’iniziativa del Comune di Milano e del contributo affitti per emergenza coronavirus. Un’iniziativa che rientra tra le tante misure adottate da governo – come visto a proposito della sospensione dei mutui – e amministrazioni locali per venire incontro alle famiglie che stanno attraversando particolari momenti di difficoltà economica. Cerchiamo di capire, di seguito, come funziona e chi può beneficiarne.

Come funziona il contributo affitti del Comune di Milano

Il contributo affitti erogato dall’amministrazione comunale milanese consiste nel versamento diretto di quattro mensilità non corrisposte o ancora da corrispondere del canone di locazione. Chi presenta la domanda deve indicare le generalità del proprietario/creditore, che viene in prima battuta contattato dall’Agenzia Sociale per la Locazione Milano Abitare.

L’importo gli viene poi accreditato direttamente per conto del locatario (ovvero l’inquilino o il nucleo familiare che ha in locazione l’appartamento) che ne ha fatto e ottenuto richiesta. C’è un tetto massimo, fissato in 1500 euro. Quindi se l’ammontare di quattro mensilità supera questa soglia, la parte eccedente resta a carico del locatario stesso.

Chi ha diritto al contributo affitti?

Nonostante sia stato concepito come misura straordinaria, in seguito all’emergenza coronavirus, che ha creato problemi occupazionali con gravi conseguenze per la situazione economica di molte famiglie, il contributo affitti del Comune di Milano è rivolto a tutti i cittadini in difficoltà col pagamento del canone di locazione.

In particolare, è rivolto a chi soddisfa i seguenti requisiti:

  • Risultare cittadini milanesi, indipendentemente dalla nazionalità;
  • Essere intestatari di un contratto di locazione regolarmente registrato per un’unità abitativa destinata a residenza principale (non vale quindi per eventuali appartamenti affittati a uso seconda casa);
  • Non essere proprietari di altro immobile adeguato ad uso abitativo a Milano o in Lombardia;
  • Avere un ISEE non superiore a 26000 euro;
  • Risultare, alla data del 30 marzo 2020, residenti di un alloggio in locazione da almeno un anno;
  • Non essere sottoposti a procedure di rilascio dell’appartamento.

Quest’ultimo punto si riferisce, ad esempio, a chi ha già in atto procedimenti giudiziari dovuti a mancati pagamenti.

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Contributo affitti Milano: come richiederlo?

Per accedere al contributo affitti erogato dal Comune di Milano, occorre compilare l’apposito modulo di richiesta on-line. Si tratta dell’unica modalità attraverso cui presentare la richiesta. Non è previsto un formato cartaceo o degli sportelli fisici dedicati.

Oltre alla compilazione del modulo, occorre allegare (in formato file .jpg o .pdf) anche la documentazione che attesti di possedere i requisiti descritti nel paragrafo precedente. C’è tempo fino a mercoledì 20 maggio 2020. Da sottolineare, infine, che può essere presentata una sola domanda per nucleo familiare.

Non solo Milano: le iniziative di sostegno al reddito in Lombardia

Le risorse stanziate dall’amministrazione comunale milanese ammontano a 2.456.000 euro, con possibilità di aumentarle sulla base delle deliberazioni regionali (DGR) n. 2974/2020 e n. 3008/2020. Il Comune di Milano non è nuovo a iniziative di sostegno ai cittadini che stanno attraversando momenti di particolare disagio, come di recente visto per la messa a disposizione di alloggi per affrontare la quarantena da coronavirus.

Ma anche altre amministrazioni comunali dell’hinterland si sono attivate in questo senso, come il comune di Sesto San Giovanni, ad esempio, che ha stanziato circa 600mila euro per sostenere i locatari con ISEE inferiore ai 26000 euro annui in difficoltà col pagamento del canone d’affitto.

O come la stessa Regione Lombardia, che ha sottoscritto un accordo con ALER per agevolare gli inquilini con fragilità economiche, tra cui il differimento al 30 giugno 2020 degli atti giudiziari per solleciti o morosità nei pagamenti del canone e l’anticipo dell’erogazione di eventuali conguagli a credito.

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