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Condominio e auto elettriche, un binomio che funziona

Condominio e auto elettriche, un binomio che funziona

Condominio e auto elettriche possono sembrare, di primo impatto, argomenti completamente scollegati tra loro. E invece il crescente interesse verso il mondo delle auto elettriche e la possibilità di sfruttare gli spazi condominiali per ricaricarle rendono il tema assai attuale. Al punto da poter definire quello tra condominio e auto elettriche un binomio che funziona. 

Auto elettriche, un fenomeno in crescita

Quello delle auto elettriche è un fenomeno in crescita. Basti considerare i dati diffusi dal centro studi e statistiche di UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), che quantificano in 6453 le auto elettriche immatricolate in Italia nei primi otto mesi del 2019. Un incremento del 109% rispetto allo stesso periodo del 2018. Una crescita significativa, ma ancora scarsa se rapportata al totale delle auto immatricolate, di cui quelle elettriche rappresentano solo un modesto 0,5%. C’è poi una forte differenza a livello territoriale, con il 75% di acquisti di auto elettriche concentrati nel nord del paese, nonostante sia invece Roma a distinguersi come singola città per numero di immatricolazioni. Un fenomeno in crescita sì, ma con ancora tanto margine.

I vantaggi dell’auto elettrica

L’auto elettrica presenta indubbiamente dei vantaggi, sia in termini di spesa, sia dal punto di vista ambientale. Quest’ultimo è l’aspetto su cui si stanno concentrando gli sforzi di governi e amministrazioni locali, con una politica di incentivi che punta a svecchiare il parco degli autoveicoli in circolazione.

L’esempio di Milano, che ha recentemente istituito la cosiddetta Area B, col divieto di circolazione progressivamente esteso a tutti i diesel, è significativo. L’auto elettrica rappresenta il futuro, la possibilità di poter circolare liberamente in città e di farlo finalmente slegati dallo schizofrenico mercato del petrolio. Niente più preoccupazioni legate al prezzo della benzina e del gasolio, per il cui rincaro ogni pretesto sembra buono.

Il problema della ricarica

Il principale ostacolo alla diffusione dell’auto elettrica è rappresentato dalla scarsa presenza di stazioni di ricarica. Siamo ben lontani dall’avere una rete capillare, capace di vincere le ritrosie di chi teme di restare a piedi e rimane perciò affezionato al caro vecchio distributore di carburante. Le colonnine destinate alla ricarica di auto elettriche fanno, del resto, rare apparizioni in città e spazi pubblici. Ma, di contro, possono contare sul vantaggio della diffusione della rete elettrica.

Proprio qui entra in gioco l’ambito residenziale e, nella fattispecie, il condominio. Installare colonnine di ricarica non solo si può, ma può contare anche su sgravi fiscali che la rendono un’operazione molto meno onerosa di quanto potrebbe sembrare. Consentirebbe, tra l’altro, di contare su spazi privati dove sfruttare il tempo in cui non utilizziamo l’auto per ritrovarla completamente carica all’occorrenza.

Installare colonnine di ricarica in condominio

Installare colonnine per la ricarica di auto elettriche in condominio è una possibilità concreta, agevolata anche a livello legislativo. Dapprima con la Legge N.134/2012, che ha inserito l’installazione delle colonnine di ricarica tra le opere di urbanizzazione primaria, esentandole quindi da qualsiasi contributo a carico delle amministrazioni locali.

In secondo luogo è intervenuto il Decreto Legislativo N.257 del 2016. Qui è stabilito che gli edifici di nuova costruzione con almeno dieci unità abitative debbano prevedere una predisposizione di spazi di ricarica pari ad almeno il 20% dei posti auto. Per gli immobili non a uso residenziale di superficie pari ad almeno 500 metri quadrati, invece, si deve poter installare una colonnina per ogni posto auto. 

Colonnine di ricarica nelle parti comuni

Chi volesse installare colonnine destinate alla ricarica di auto elettriche nelle parti comuni di un condominio può procedere inoltrando la richiesta all’amministratore. Richiesta che dev’essere corredata dalla documentazione completa relativa al progetto e all’eventuale spesa da sostenere.

L’amministratore è tenuto a convocare un’assemblea condominiale in cui inserire l’argomento all’ordine del giorno. L’articolo 1102 del Codice Civile prevede che la proposta debba essere approvata dalla metà più uno dei condomini presenti e che rappresentino almeno la metà dei millesimi totali della proprietà.

Se l’assemblea non approva

Se l’assemblea non dovesse approvare, il condomino può comunque procedere di sua iniziativa, a patto di non contravvenire a quanto definito dagli articoli 1120 e 1121 del Codice Civile. Come abbiamo avuto modo di vedere in diversi articoli precedenti – quello a proposito di rete internet condominiale è solo l’ultimo della serie – restano sempre fermi i principi di non alterare la destinazione d’uso delle parti comuni, né di impedirne l’accessibilità agli altri condomini, e di non pregiudicare la stabilità o il decoro dell’edificio. E’ chiaro che installare una colonnina in un punto della corsia dei box particolarmente esposto da rappresentare un pericolo o un ostacolo per gli altri condomini renderebbe l’opera giustamente contestabile.

Colonnine di ricarica in spazi privati

Un’altra possibilità è quella di installare una colonnina di ricarica direttamente nel proprio box auto. Siamo nell’ambito della proprietà privata, su cui il singolo condomino può procedere senza il parere dell’assemblea. In questo caso, basterà informare preventivamente l’amministratore, illustrandogli il progetto, che dovrà contenere  adeguate garanzie in fatto di sicurezza dell’impianto.   

Ripartizione spese

Nel caso di iniziativa privata, come l’installazione di una colonnina di ricarica nel box di un singolo condomino, le spese sono ovviamente tutte a suo carico. Qualora, invece, l’intervento riguardasse un’area comune, partecipano tutti i condomini eventualmente interessati. Anche in caso di delibera votata dalla maggioranza, chi ha espresso voto contrario non è tenuto a partecipare alle spese.

Un condomino che non è proprietario di un’auto elettrica e che non è intenzionato ad averne una, può quindi chiamarsi fuori, senza però poter avanzare pretese di accesso al servizio. I contrari della prima ora che dovessero cambiare idea, possono partecipare a patto di versare un contributo retroattivo per le spese di installazione, come previsto dall’articolo 1121 del Codice Civile e ribadito anche dalla sentenza N.8746/1993 della Corte di Cassazione.

La spesa va, infatti, suddivisa in parti uguali tra tutti i condomini che vi partecipano. Per quanto riguarda, invece, i costi del servizio, ognuno pagherebbe in base a quanto consumato.  

Agevolazioni fiscali

Installare colonnine per la ricarica di auto elettriche rientra tra gli interventi che beneficiano dei bonus fiscali 2019. E’ possibile detrarre il 50% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 3000 euro. La detrazione consiste in dieci quote di rimborso Irpef, che si ottengono attraverso la dichiarazione dei redditi a partire dall’anno successivo a quello di conclusione dei lavori.

Per poter accedere al bonus occorre allegare tutta la documentazione relativa all’installazione e al collaudo dell’impianto, oltre alla tracciabilità dei pagamenti effettuati.

Un investimento che guarda al futuro

L’auto elettrica può dunque rappresentare a pieno titolo il futuro della mobilità. Un futuro che più vicino di quanto non si pensi. Si tratta solo di superare alcuni scogli culturali e il timore di abbandonare la vecchia ma nota strada del carburante tradizionale. Ne beneficeremmo innanzitutto noi, a partire dal risparmio economico. Non solo per bonus e agevolazioni fiscali, di cui abbiamo detto, ma anche a livello di consumi. La contestuale installazione di un impianto fotovoltaico amplierebbe ulteriormente i margini di risparmio nel lungo periodo.

Un’interessante inchiesta ha valutato la possibilità di ricaricare l’auto elettrica installando un impianto fotovoltaico sul tetto di casa. Inchiesta che rivela come un investimento di meno di 5000 euro sia sufficiente a realizzare una stazione di ricarica totalmente alimentata da pannelli fotovoltaici. Può sembrare oneroso, ma va considerato che si tratta di una spesa da sostenere una volta sola e destinata ad essere ammortizzata nel tempo.

Al contrario della spesa costante per alimentare le auto a benzina o a gasolio. Condominio e auto elettriche, un binomio che funziona e di cui beneficerebbe anche l’ambiente in cui viviamo, le nostre città sempre più soffocate da gas di scarico e polveri sottili. Un male non percepibile, ma i cui effetti sul lungo periodo sono tristemente noti. E vivere in un ambiente più sano è qualcosa che dovrebbe starci a cuore perché i beneficiari finali siamo ancora noi… e le generazioni che ci succederanno.

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