Ci sono modi per guadagnare con le parti comuni?

Ci sono modi per guadagnare con le parti comuni?

La risposta è sì dalla pubblicità all’impianto di antenne cellulari, fino all’affitto di zone dell’edificio non inutilizzate.

Un argomento interessante da poter trattare per quanto riguarda i condomini è quello di valorizzare ciò che il condominio possiede e che il più delle volte non ci si ricorda di avere ai fini di un possibile guadagno e per alleggerire di conseguenza il carico degli oneri del condominio stesso.

Cambio destinazione d’uso

Può accadere che i condomini decidano di non usufruire più del portierato pertanto possono mettere i locali adibiti a tale servizio in affitto. Quindi tramutare quello che prima era un costo, in una fonte di reddito. L’assemblea sceglie il contraente e conclude il contratto per mezzo dell’amministratore (al quale sarà dato apposito mandato).

Qual è il quorum necessario per approvare tale scelta? La delibera assembleare dovrà essere assunta con la maggioranza semplice, in quanto la locazione di un bene comune rientra tra gli atti di ordinaria amministrazione e consegue lo scopo di accrescere il godimento delle cose comuni ex Art. 1117 ter del Codice Civile.

Il canone percepito dalla locazione verrà ripartito tra tutti i condomini in base alle quote millesimali della proprietà. Inoltre, nel caso in cui la locazione è di durata inferiore a nove anni, e sufficiente, una delibera apposita. In caso di vendita della stessa occorre invece il consenso unanime di tutti i condomini (la cosiddetta rinuncia a una cosa comune).

Insegne pubblicitarie

Anche il poter sfruttare l’utilizzo di muri detti “ciechi” per affiggere cartelloni pubblicitari sono un importante fonte di entrate. Si può parlare sia di pubblicità tradizionale (tabelloni con manifesti di sei metri per tre, maxi-poster luminosi di 8 o 12 metri per 4 o insegne luminose sui tetti o sui lastrici solari) sia dei cosiddetti “teli pittorici” (sono opere, di dimensioni che si adattano agli spazi esistenti di solito da 140 a 300 metri quadrati).

In queste ultime casistiche la decisione del condominio va presa o a maggioranza nel primo esempio mentre sarà necessaria l’unanimità nel secondo caso come indicato dal codice civile e dalla relativa giurisprudenza.

Nelle grandi città come Milano e Roma per un poster di dimensioni 6 per 3 metri si arriva mediamente a 5.000,00 euro all’anno. Chiaramente le zone centrali vengono preferite ed arrivano a introiti ben superiori.

Antenne per i cellulari

Negli ultimi anni anche l’affitto di tetti e terrazzi per l’installazione di antenne telefoniche hanno portato benefici economici ai condomini, infatti i gestori telefonici scelgono di installare le stazioni radio sul tetto di palazzi in zone in cui ancora non vi è una buona copertura di rete. Questi si rivolgeranno all’amministratore dello stabile per fare tale richiesta. C’è da segnalare che spesso le suddette installazioni sono fonte di scontri e polemiche anche a livello di quartiere. Legittimata a decidere su tale soluzione, come sempre, è l’assemblea

Non da ultimo è utile ricordare che nell’imminente futuro, con l’arrivo dei cellulari 5G ci sarà un’impennata considerevole di richiesta di spazi sui tetti per il posizionamento dei nuovi ripetitori… richiederanno una concentrazione 10 volte superiori a quelle attuali 3G e 4G! Infine, va ricordato che i redditi derivanti dall’installazione di ripetitori dei cellulari, dei cartelloni pubblicitari e qualunque altra fonte di reddito derivante dal condominio devono essere riportati da ogni singolo condomino nella propria dichiarazione dei redditi ai fini della relativa tassazione.

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