Bicicletta in Condominio

By Morelli Amministrazione Immobili|6 luglio 2017|Riforma Condominio|0 comments

Bicicletta in Condominio:

Il Regolamento locale di Igiene del Comune di Milano (art. 3.5.2) stabilisce che: è autorizzato il parcheggio della bicicletta nel cortile condominiale. Dunquein tutti i cortili esistenti o di nuova edificazione è consentito il deposito delle biciclette di chi abita o lavora nei numeri civici collegati al cortile”. Sebbene non sia obbligatorio destinare uno spazio in esclusiva al deposito delle biciclette o installare delle strutture portabiciclette la Legge Regionale n. 7 del 30 aprile 2009 prevede l’obbligo per i Comuni di inserire norme nei regolamenti edilizi per la realizzazione di spazi comuni negli edifici adibiti a residenza e per il deposito di biciclette.

Rastrelliere portabici

Per quanto riguarda l’acquisto e l’uso delle rastrelliere portabici è l’assemblea condominiale che può decidere di installarle nel cortile. Dunque l’installazione di un portabiciclette o di una tettoia può costituire un’innovazione diretta al miglioramento e al miglior rendimento delle cose comuni art. 1120 c.c.. L’acquisto potrà essere a carico anche solo dei condomini interessati con diritto di utilizzo esclusivo (art. 1102 c.c.).

Naturalmente le discussioni sulla sistemazione delle bici in condominio sono all’ordine del giorno. Anche in una grande città come Milano, il 6% degli spostamenti avviene in bici. Inoltre, andare in bici, oltre che alla salute, fa bene anche all’economia infatti il nostro paese è il maggior produttore europeo di bicicli. In tutto, sulle strade italiane, ne circolano 8 milioni.

Sebbene la bici sia ideale per ovviare al traffico urbano, resta difficile riuscire a parcheggiarla. Tuttavia il progetto di legge intitolato “Modifica all’articolo 1120 c.c., concernente la maggioranza necessaria per deliberare la destinazione di spazi comuni condominiali a posteggio per le biciclette” presentato dall’On. Diego De Lorenzis, in quota M5S, intende favorire lo sviluppo della “ciclabilità, come alternativa all’uso del veicolo individuale motorizzato, attraverso misure idonee a rendere più efficiente il sistema di mobilità urbana e a tutela delle utenze deboli”.

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